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I TESSUTI BIODEGRADABILI FANNO BENE, ANCHE AL PIANETA!

06/11/2018 I TESSUTI BIODEGRADABILI FANNO BENE, ANCHE AL PIANETA!

In tema di sostenibilità ambientale, la biodegradabilità è sempre di più un obiettivo green anche per il tessile. I tessuti made of COEX per l’abbigliamento e l’arredo domestico o da ufficio, oltre ad essere gli unici 100% naturali e fireproof, sono biodegradabili. Ma quando un tessuto è biodegradabile? 

Tra i temi del dibattito contemporaneo su sostenibilità e tutela dell’ambiente, la biodegradabilità di materiali e prodotti occupa certamente uno spazio importante. Accanto a una sempre maggiore sensibilità per il riciclo, il riuso e recupero dei materiali si avverte, infatti, sempre di più l’esigenza di limitare lo sfruttamento delle risorse e la produzione di rifiuti. Sempre più spesso si ricercano materiali, e anche tessuti, che abbiano come caratteristica il fatto di essere biodegradabili.

Del resto l’industria del tessile e dell’abbigliamento, si sa, ha un impatto ambientale importante: non solo a livello di consumi idrici e di emissioni di gas serra in atmosfera, ma anche di produzione di rifiuti. Ogni anno vengono prodotti circa 80 miliardi di nuovi capi e dei 5,8 milioni di tonnellate di rifiuti tessili prodotti in Europa circa un quarto viene riciclato. Scarpe e t-shirt biodegradabili (come magliette in cellulosa con processi di biodegradazione da 4 a 6 mesi) sembrano essere una nuova frontiera della moda ecosostenibile e dell’abbigliamento eco-friendly.

Ma che cosa significa esattamente “biodegradabile”? La biodegradabilità è la capacità di un materiale o prodotto di degradarsi completamente in molecole inorganiche di base, senza bisogno di interventi esterni, in presenza di agenti naturali come microorganismi, sole e ossigeno, in un ragionevole lasso di tempo (da "Neomateriali nell'Economia Circolare", A. Pellizzari - E. Genovesi, Edizioni Ambiente, 2017). Quando il processo biologico di biodegradazione è completo si ha una totale conversione delle sostanze organiche di partenza in molecole inorganiche semplici quali acqua, anidride carbonica e metano, senza il rilascio di sostanze inquinanti. 
Va detto che la biodegradazione è fortemente influenzata dalla natura chimica della sostanza o materiale che si intende biodegradare e dall’ambiente di biodegradazione: non sempre un prodotto da materia prima “rinnovabile” (ovvero di origine vegetale e animale e capace di rigenerarsi in tempi brevi) è biodegradabile e, per contro, un prodotto da materia prima da fonte fossile (petrolio) potrebbe diventare biodegradabile.
Riferendoci più precisamente al tessile, comunemente i tessuti sono suddivisi in naturali (derivati cioè da fibre organiche o di origine animale come cotone, lino, canapa, lana, seta, juta e caucciù) e tessuti sintetici, ottenuti da materiali fossili (nylon, poliestere, acrilico e l’elastam, meglio conosciuto come lycra); rayon, acetato e viscosa sono, invece, prodotti artificialmente ma partendo dalla cellulosa degli alberi. “Naturalmente”, a causa della loro composizione, i tessuti sintetici hanno un bassissimo tasso di biodegradabilità. Ma, in tema di sostenibilità, tale categorizzazione non è sempre esaustiva perché, come detto, l’origine non determina necessariamente l’impatto ambientale del materiale: a rendere un tessuto ecologico, e quindi biodegradabile, è il processo produttivo a cui viene sottoposta la fibra.
Spesso l’industria per arrivare al prodotto finale si serve, infatti, di processi che mutano la composizione chimica del materiale, anche se di origine naturale, e ne alterano inevitabilmente il processo di biodegradazione. 

Inoltre, a variare moltissimo sono i tempi di biodegradazione di un materiale. Per l’Unione Europea, e in particolare la normativa EN 13432 del 2002, deve raggiungere il 90% di conversione in quelle sostanze più semplici di cui si è detto entro sei mesi. A tal riguardo, recentemente, a  giugno 2018, il Science Learning Hub, un progetto su scala nazionale finanziato dal governo della Nuova Zelanda, ha pubblicato una tabella in cui si elencano per i materiali più comuni i rispettivi tempi di biodegradazione. Per fare solo qualche esempio, il tempo di decomposizione del cotone è dai 2 ai 6 mesi, mentre i tessuti sintetici hanno un periodo di decomposizione molto più lungo: un tessuto di Nylon dura anche 30-40 anni. Peraltro, vetro escluso, è la plastica il materiale con un periodo di biodegradazione più lungo: una comune bottiglia d’acqua in questo materiale, può durare 450 anni nell’ambiente!!

Da tutto ciò si comprende la grande innovazione introdotta da COEX, unica tecnologia ignifuga 100% naturale, basata sulla molecola della cellulosa. Grazie a questa tecnologia sono fosforo, azoto e zolfo, ovvero elementi ecocompatibili, a modificare e rafforzare le proprietà della molecola della cellulosa presente nelle fibre e nei composti vegetali, rendendoli materiali 100% ignifughi e non compromettendone la biodegradabilità. I tessuti made of COEX oltre che essere realizzati da fibra 100% vegetale, non contengono infatti additivi chimici e sono quindi degradabili in un perfetto ciclo di economia circolare: con COEX è la natura stessa che ti protegge dal fuoco e tu proteggi la natura!

Oggi sempre di più l’innovazione tessile deve quindi operare a più livelli puntando soprattutto sul perfezionamento dei processi produttivi per ridurre i consumi di acqua ed energia, la produzione di rifiuti e l’impiego e/o dispersione di sostanze tossiche.
Grazie a COEX per proteggersi dal fuoco non è necessario ricorrere a tessuti sintetici o all'utilizzo di additivi chimici ritardanti di fiamma o resine ignifuganti dannosi per l’uomo e per l’ambiente. Rispetto a qualsiasi altro materiale ignifugo presente in commercio, è l’unico tessuto ignifugo ad aver ottenuto il riconoscimento della GOTS (Global Organic Textile Standard), la più importante certificazione per prodotti tessili realizzati con fibre naturali da agricoltura biologica. 
La certificazione ISO/IEC 17025:2005 di Beta Analytic ha attestato che il cotone made of COEX ha infatti una composizione naturale superiore al 99,9%, rispetto a qualsiasi tradizionale fibra ignifuga che invece è 100% plastica.

Scegliendo i tessuti made of COEX per l’abbigliamento e l’arredo degli ambienti domestici e di lavoro si fa una scelta di sicurezza 100% fireproof naturale e sostenibile, e biodegradabile!
 

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